10 domande a Jennifer J. Holm e Matthew Holm, gli autori di “L’Estate di Sunny”

10 domande a Jennifer J. Holm e Matthew Holm, gli autori di “L’Estate di Sunny”

Jennifer L. Holm e Matthew Holm sono due fratelli da sempre appassionati di fumetti. Insieme creano emozionanti storie e L’estate di Sunny è una di queste! Anche a loro abbiamo rivolto le nostre 10 domande e chissà cosa abbiamo scoperto…

Quando hai deciso che avresti fatto lo scrittore?

J – Sono sempre stata una lettrice. Lo sogno da quando ero una ragazzina, ma ho sempre pensato fosse qualcosa fuori dalla mia portata.
M – Mi è sempre piaciuto disegnare (come alla maggior parte dei bambini), ma quando ero in seconda o terza media, ho iniziato a studiare le strisce comiche dei giornali e a disegnarne delle mie. Da allora ho deciso che avrei disegnato fumetti per vivere.

Cosa hai provato nel vedere il tuo libro pubblicato? È stato un sogno diventato realtà?
J – Non riuscivo a crederci! è stato pubblicato pochi giorni prima del mio matrimonio, quindi ho regalato alcune copie ai miei invitati (che romantico!)
M – è stato molto surreale. Ho vissuto in una vecchia fattoria in campagna lavorando nei nostri primi libri della serie Babymouse in totale isolamento per quasi due anni. Vedere il libro su uno scaffale in una libreria, questa cosa che fino a poco prima era vissuta solo nello schermo del mio computer, è stato molto strano.

Hai una kryptonite nella scrittura?
J – A volte è quando sono lontano dalla tastiera che ho le idee migliori. Recentemente mi è venuta in mente l’idea per una trama mentre ero dal dentista.
M – è divertente pensarci, dato che faccio tanti libri ambientati nelle scuole, ma ho paura di dover disegnare file di scrivanie ogni volta che esce una storia!

I tre libri/autori/illustratori preferiti di quando eri bambino e di adesso.
J – Quando ero una bambina ero un’appassionata di fumetti, ero una fan di Charles Shultz, l’autore di Peanuts, e di Hal Foster, l’autore di Prince Valiant.
M – Ho diviso la maggior parte della mia lettura infantile tra il dottor Seuss (il suo libro del sonno è il mio preferito) e le raccolte di fumetti di giornali. Probabilmente ho letto tutte le collezioni di Charles Schulz di Peanuts pubblicate dagli anni ’50 agli anni ’80. Ho trascorso la maggior parte dei miei anni adolescenziali a leggere Bloom County di Berkeley Breathed, che ha sicuramente avuto un impatto sul mio stile cartoon e sul senso dell’umorismo.

L’aspetto positivo e quello negativo dell’essere uno scrittore.

J – La parte migliore è che puoi lavorare a casa in pigiama. La parte peggiore è che lavori tutti i giorni a casa in pigiama!
M – La parte migliore è che in pratica hai dei superpoteri; è un po’ come la sensazione che prova qualcuno che è molto bravo a suonare la chitarra. Se qualcuno ti chiede di disegnare qualcosa, tu puoi, e anche se non è la tua opera più bella, la maggior parte delle persone sarà totalmente stupita, perché molte persone sono intimidite dall’idea di dover disegnare. La parte peggiore è la mole di lavoro! Un graphic novel ha bisogno di tantissimo tempo per essere completato.

Come scrittore, cosa sceglieresti come mascotte/avatar/spirito animale?

J – Probabilmente un gatto. Sono molto curiosi e sono sempre a controllare gli umani. Che in pratica è ciò che facciamo noi scrittori.
M – Ho disegnato così tanti animali come personaggi dei miei fumetti che credo sceglierei uno di questi! Jennifer è sicuramente Babymouse; quindi credo che io dovrei essere il suo migliore amico, la donnola Wilson? Ammiro come sia sicuro e affidabile.

Dove hai trovato l’idea per questo libro e cosa ti ha insegnato.
J – Sunny è ispirato alla nostra infanzia vissuta negli anni Settanta, è stato un periodo pazzo, con molte mode alquanto discutibili.
M – Quando all’inizio Jenni è venuta da me con l’idea, non ero sicuro che sarei stato in grado di disegnare L’Estate di Sunny. Ho disegnato animali buffi per così tanto tempo, che non ero sicuro di come sarei stato in grado di disegnare persone! Ma una volta che mi sono buttato, sono diventato più sicuro nel disegnare esseri umani. In più, poiché L’Estate di Sunny è ambientata negli anni Settanta, ho dovuto fare molte ricerche storiche per essere sicuro che tutto avesse l’aspetto giusto. Ho passato non so quante ore a guardare foto di macchine, case, mobili, acconciature, e vestiti. Mi sono divertito molto a scegliere i pazzi outfits degli anni Settanta che i personaggi a volte indossano. Ho imparato una cosa: le persone negli anni Settanta indossavano tantissimo i pantaloni scozzesi (io sono nato nel 1974, e non ho assolutamente alcun ricordo di ciò).

Raccontaci 3 cose interessanti o folli di te.
J – Ero una produttrice cinematografica commerciale e facevo pubblicità per i pannolini. Sono l’unica femmina di fratelli. Colleziono sale.
M – Ho vissuto in Cina per un po’ (e ho anche fatto gli ultimi ritocchi di L’Estate di Sunny mentre ero lì). Al liceo ero il cantante di una band di progressive rock. Dopo che mi sono laureato al college, invece che andare in vacanza (come qualsiasi studente appena laureato) ho girato attraverso gli Stati Uniti in macchina per cinque settimane per visitare tutti i famosi siti degli UFO.

Se non fossi uno scrittore, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?

J – Una ballerina? Forse no. Sembra troppo pesante.
M – Amo l’home design (ho scritto per una rivista di home decor per otto anni) ed ero solito pensare che forse sarei potuto diventare un architetto, ma poi ho incontrato un paio di architetti, e mi è sembrato un lavoro estremamente difficile, stressante e alcune volte irriconoscente. Quindi penso che probabilmente sarei un panettiere. Il lavoro è molto duro, ma almeno le persone sono felici quando tu gli consegni una pagnotta di pane.

Cosa vuoi dire ai tuoi lettori italiani?

J – La mia famiglia ha origini italiane, i miei bisnonni venivano dall’Italia! E il mio ultimo compleanno l’ho passato a Bologna (yum!)­­
M – Spero solo che si divertano a passare il tempo con il nostro personaggio Sunny!