10 domande a Peter Hamilton Reynolds, autore di “Fatti sentire!”

10 domande a Peter Hamilton Reynolds, autore di “Fatti sentire!”

Nella vita Peter H. Reynolds ha una missione; quella di infondere coraggio e far capire che ogni piccolo gesto può fare la differenza e rendere il mondo un posto migliore. E lo scopo del suo albo “Fatti sentire!” è proprio questo. Abbiamo rivolto anche a lui le nostre 10 domande per scoprire di più su di lui e su questo albo così speciale! 

Quando hai capito che volevi diventare uno scrittore?
Avevo circa 7 anni quando insieme a mio fratello gemello abbiamo creato un giornalino che abbiamo fatto fotocopiare in ufficio da mio papà e distribuivamo fuori ai bambini fuori da scuola. L’eccitazione di condividere qualcosa attraverso la pubblicazione ha fatto nascere in me il desiderio di scrivere. 

Quando mia figlia era piccola, le raccontavo delle storie e ho iniziato a metterle per iscritto. Questo mi ha incoraggiato a scrivere storie per bambini, ma dentro di me sapevo di voler scrivere storie che parlassero a persone di qualunque età. 

Com’è stato vedere il tuo primo libro pubblicato? È stato l’avverarsi di un sogno?
Tenere in mano il mio primo libro per la prima volta è stata una gioia che può essere paragonata a quella di tenere in braccio un bambino appena nato. Mi sembrava di aver superato il traguardo di una maratona. Un sogno diventato realtà. 

Hai una tua kryptonite personale nella scrittura?
Per me sono le scadenze per la pubblicazione, ma non per le ragioni che potrebbero venirvi in mente. Il fatto è che mi danno TROPPO tempo. Credo di lavorare meglio quando sono sotto pressione. Preferisco non controllare l’orologio o il calendario. Voglio solamente iniziare a scrivere e continuare finché non ho finito. 

I tre libri/autori/illustratori preferiti della tua infanzia e di oggi.
Ho amato l’arte delicata di Garth Williams e la narrativa stravagante di Roald Dahl. Le linee selvaggiamente sciolte di Jules Feiffer mi hanno ispirato. Ci sono così tanti bravi autori e illustratori oggi che è difficile scegliere il preferito, ma Barney Saltzberg è incredibilmente intelligente e condividiamo la stessa filosofia sulla libertà di creare e onorare tutte le espressioni artistiche. Adoro il lavoro di Christian Robinson. Ha realizzato l’arte meravigliosa per Last Stop su Market Street. Il lavoro di Vanessa Brantley-Newton è rinfrescante. Il suo lavoro per il libro, The Youngest Marcher è eccezionale.

Qual è la parte migliore e quella peggiore del mestiere di scrittore?
La parte migliore di essere uno scrittore è che ho la possibilità di avere una conversazione con il mondo e che le mie parole possono magari smuovere i miei lettori ad agire, a pensare, a creare e a sognare. Mentre la parte peggiore è convincere qualcuno ad amare il mio lavoro tanto quanto lo amo io. 

Come scrittore, quale mascotte/avatar/spirito animale sceglieresti?
Una matita con le ali. 

Dove hai trovato l’ispirazione per questo libro? Ti ha insegnato qualcosa?
“Fatti sentire!” È stato ispirato dalla mia missione in corso di aiutare le persone a condividere ciò che pensano, sentono e sognano. La missione è diventata più urgente dopo che ho visto come alcune voci forti dominano su voci più morbide o quelle senza voce. Il libro è stato progettato per parlare a bambini e adulti. Volevo che i bambini diventassero più coraggiosi e più sicuri delle loro idee e dei loro contributi per rendere questo mondo migliore. Iniziare presto a rafforzare l’intelligenza socio-emotiva di un bambino è, credo, un dono che possiamo dare alla vita di quel bambino e alla prossima generazione.

 

Raccontaci tre cose folli/interessanti su di te.
Ho un fratello gemello, di nome Paul, e sono più grande di lui di 14 minuti. Colleziono chitarre e ukulele, anche se non so come suonarli. Sono un membro della Dedham Society for the Apprehending of Horse Thieves.

Se non fossi diventato uno scrittore, quale sarebbe il tuo lavoro ideale?
Credo che avrei aperto una libreria. Ah no aspetta, L’ho fatto! Forse allora avrei aperto una caffetteria. Ah no, ho fatto anche questo! Allora magari avrei aperto uno studio di animazione..ho anche questo, e si chiama FableVision! Allora diciamo che forse avrei fatto l’insegnante, o il preside della mia scuola. Mi piacerebbe progettare una mia scuola. 

Vorresti dire qualcosa ai tuoi lettori?
Sento una forte relazione con l’Italia da quando una volta ci sono venuto, arrivando da Parigi in treno. Avevo 18 anni. La storia, l’arte, il modo di vivere, e l’energia, tante cose mi hanno ispirato e riportato qui molte volte. Mi piace partecipare alla Bologna Children’s Book Fair ogni primavera.