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Registi
160
9788880334712
novembre 2008
20

Jean-Pierre Melville

Scheda del libro

| a cura di Mauro Gervasini e Emanuela Martini |

Un regista è un esibitore di ombre. Lavora al buio. Crea grazie a dei trucchi. Sono perfettamente consapevole della clamorosa disonestà di cui ha bisogno per essere efficace. Lo spettatore non deve mai capire fino a che punto sia tutto frutto di un trucco. Deve essere stregato, cadere prigioniero, essere messo nella condizione di subire – Jean-Pierre Melville

Il più americano dei registi francesi: così era definito in patria Jean-Pierre Melville, all’inizio degli anni Sessanta, quando aveva già diretto otto film e la Nouvelle Vague dettava le regole del nuovo cinema. I suoi film, che diventeranno tredici prima della sua scomparsa, nel 1973 a cinquantasei anni, sono sospesi in un limbo che non si identifica né con il cinema dell’innovazione né con quello della tradizione. Ispirati alla narrativa e al cinema americani classici, che amava appassionatamente fin da bambino, raccontano di antieroi silenziosi e solitari, banditi, poliziotti, uomini della Resistenza, tutti consapevoli del destino che li aspetta e attaccati a un codice d’onore ormai al tramonto. Alain Delon, Jean-Paul Belmondo, Lino Ventura, Simone Signoret danno voce e corpo a un’odissea sotterranea e notturna, della quale il noir, il genere nel quale fu maestro, è l’espressione più efficace. Melville ha fatto scuola: in Francia, nella narrativa e nel cinema polizieschi contemporanei, ma anche in Oriente e in America, dove John Woo e Quentin Tarantino non hanno mai nascosto i debiti nei suoi confronti.

Il volume è edito da Il Castoro in collaborazione con il 26° Torino Film Festival.