RAY_COSTA_1,4
Registi
216
9788880335177
novembre 2009
26

Nicholas Ray

Scheda del libro

| a cura di Emanuela Martini |

Mi interessano la storia e i personaggi. La macchina da presa è uno strumento magnifico, perché il suo potere equivale per me all’introspezione dello scrittore, e lo scorrere della pellicola nella macchina da presa rappresenta ai miei occhi il filo del pensiero dello scrittore. Ma se il personaggio sul quale lavoro non ha niente di fotogenico, la macchina da presa diventa un oggetto inutile; allora non si fa che giocare con il trenino elettrico più costoso del mondo – Nicholas Ray

Fu uno degli autori che reinventarono il cinema americano, con ingegno e fatica, nel decennio più difficile della storia di Hollywood, quegli anni Cinquanta che segnarono la fine del cinema classico e del sistema degli studios, fiaccati dalla concorrenza della televisione: Raymond Nicholas Kienzle (che cambiò il proprio cognome in Ray durante la Seconda guerra mondiale), classe 1901, enfant prodige appassionato di radio, cinema, teatro, musica, letteratura, studente di architettura con Frank Lloyd Wright, amico di Elia Kazan e Joseph Losey, collaboratore in teatro di Bertolt Brecht e soprattutto, dalla fine degli anni Quaranta, regista cinematografico. Amava i generi, noir, thriller, mélo, e li rinnovò radicalmente; si entusiasmò per le sterminate prospettive offerte dal cinemascope e sapeva mescolare con istinto pittorico i rossi, violetti, arancioni; divenne famoso con un falso western, Johnny Guitar, e famosissimo con Gioventù bruciata, con James Dean. Ray fu, come i suoi protagonisti, un “ribelle senza causa”, per sempre giovane e sempre all’instancabile ricerca di un mondo migliore. Negli ultimi due decenni della sua vita, vagò tra Europa e America e, alla fine, lasciò che Wim Wenders riprendesse la sua morte. Grande regista fino all’ultimo, spirito inquieto fino all’ultimo.