Fifty shades of purple

Fifty shades of purple

A noi del Castoro piacciono molto i libri belli. Ci piace vederli alle fiere, spacchettarli quando arrivano nella posta, seminarli in giro dell’ufficio e parlarne a più non posso fino a che non prendiamo una decisione. Ovviamente ci piace anche farli, i libri belli. Ma non sempre è facile.
Può accadere infatti che al mondo ci siano libri belli che non ci è dato di pubblicare – perché qualche editore più veloce arriva prima di noi – o che facciamo libri che a noi sembrano bellissimi ma che poi non vendono nemmeno una copia, e che quindi sembrano destinati solo alla polvere e all’oblio dei nostri magazzini.
Oppure ci può essere il caso di un libro talmente bello che è impossibile farlo uguale. Il famigerato caso di Agata de Gotici.

Agata de Gotici è il capolavoro di un illustratore che amiamo molto, Chris Riddell. Abbiamo pubblicato in Italia quasi tutta la sua opera: la trilogia di Ottoline, il grandioso Don Chisciotte, illustrato da lui in edizione integrale, e l’albo Gigio Folgore inventore.
Quanto Agata è entrata nel nostro ufficio, si chiamava ancora Goth girl (e parlava solo in inglese), ma era già una bellezza. La volemmo subito.

L’editore Macmillan aveva scelto di decorare il libro con una serie di ricami color argento, sulla copertina ma anche sui risguardi, da dove sbucavano teschi minacciosi. Aveva poi messo una copertina morbida al tatto, e aveva colorato il taglio delle pagine con un magnifico bordo viola iridescente.

Volevamo fare lo stesso identico libro, ma come evitare di andare a stamparlo in Cina? Ci doveva essere un altro modo.

Goth girl

Agata De Gotici al suo arrivo in ufficio

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Abbiamo contattato tutti i nostri fornitori più affidabili e siamo partiti alla ricerca di quella particolare lavorazione viola sul bordo delle pagine, che ci aveva stregato. Abbiamo scoperto che esistono molti modi di colorare il bordi dei libri, e visionato centinaia di viola diversi.

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Cinquanta sfumature di viola

Dal viola pompe funebri al rosa maialino, dal color ametista al porpora dei cardinali, nessuna nuance sembrava essere quella giusta.

Abbiamo deciso allora di fare di più, e di contattare la tipografia cinese che stampava il libro per l’Inghilterra, e di farci dare il loro prodotto.

Un nastrino metallico lunghissimo, viola da un lato e argento dall’altro, una pellicola metallica più leggera del Domopak e che era promessa di risultati tecnici eccellenti. Ce l’avevamo fatta. L’ingrediente segreto era arrivato.

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Il nastrino delle meraviglie

La storia di un libro è però anche e forse soprattutto la storia dei suoi incidenti e ci trovammo presto a scoprire che questo nastrino delle meraviglie, perfettamente in grado di restituire il colore desiderato nei quaranta gradi dell’agosto nella provincia di Shenzen non garantiva gli stessi effetti nell’umido autunno milanese. Anzi, gli effetti erano decisamente mediocri e incostanti.

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Le striature sul taglio indicano che il colore non attacca bene.


A mutate condizioni ambientali, il nastrino magico, applicato da una comune macchina a pressione, non poteva dare gli stessi mirabolanti risultati.
(i feticisti di macchine da stampa possono appassionarsi a questo processo che ha nome “color edge guilding” guardandolo qui https://www.youtube.com/watch?v=GvOPzK57XhQ)

Non ci rimaneva quindi che ripiegare su un normale, banalissimo, colore viola a spruzzo.
Scoprendo che, in fondo, alla fine, le scelte più semplici non sono necessariamente le più malvagie. Benvenuta, Agata de Gotici!

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